Don Ivo Silingardi nasce a San Matteo, Modena, il 28 Agosto 1920. Entra in seminario all’età di tredici anni e ne esce sacerdote a ventitré, il 18 luglio 1943.

È attratto fortemente da Don Zeno Saltini, fondatore di Nomadelfia, a quell’epoca, a San Giacomo Roncole (nella bassa modenese) si chiamava Opera dei Piccoli Apostoli: don Ivo si unisce a questa comunità.  Un’altra persona fondamentale nella vita di Don Ivo è Mons. Vigilio Dalla Zuanna, vescovo di Carpi dal 1941 al 1952, Don Ivo chiede di essere incardinato nella Diocesi di Carpi e si lega molto al suo Vescovo. Il suo primo incarico fu nell'Opera Pia Bianchi a Casinalbo di Formigine (MO). In essa sono accolti ed aiutati circa 50 ragazzi.

È il periodo della guerra ed è difficile non essere coinvolti, soprattutto per un sacerdote. Don Ivo non si tira indietro e l’opera che dirige, che si trova in una posizione strategica a metà strada tra la pianura e la montagna, diventa una tappa per i fuggitivi che cercano di raggiungere i partigiani della Brigata Italia sull'Appennino. Viene catturato, assieme ad altri 2 sacerdoti (don Arrigo Beccari e don Ennio Tardini) e imprigionato dopo diversi interrogatori, nelle carceri di San Giovanni in Monte  Bologna dove rimarrà fino al 21 aprile del 1945.

Scampato miracolosamente alla fucilazione, vene liberato il 22 aprile dalle carceri di Modena dove era nel frattempo stato trasferito. E proprio di miracolo bisogna parlare in quanto, dopo la guerra, si è saputo che tre monache delle Ancelle Adoratrici del Santissimo Sacramento venute a conoscenza della vicenda dei tre sacerdoti, donano la vita per loro e muoiono nel giro di pochi mesi.

 Negli anni successivi alla fine della guerra, don Ivo matura la sua vocazione all'apostolato sociale. Il vescovo di Carpi nomina don Ivo “assistente” delle A.C.L.I. e dell’O.N.A.R.M.O., che avevano già avviato attività assistenziali, educative e ricreative dominato da una passione che lo rende curioso, attento e partecipe di tutto ciò che lo circonda; capace di ascoltare Dio e gli uomini.

Fu in tale ottica che concepì la “Scuola Professionale”, luogo di formazione, evangelizzazione e promozione sociale. Nel 1963 si da un nome all'opera di don Ivo attraverso la Fondazione “Istituto Nazareth” che costituirà il fulcro di tutte le attività successive: dalla Formazione Professionale  alle Cooperative Sociali che dalla fine degli anni ’80 si occupano di persone con disabilità..

Un altro incontro molto importante di don Ivo fu quello con don Luigi Giussani negli anni 80. Nominato dal Vescovo Maggiolini assistente spirituale del movimento di Comunione e Liberazione a Carpi, nel 1986, in occasione di una visita di don Giussani, si conobbero e si piacquero molto. E’ in questi  anni che don Ivo chiede aiuto al Movimento.  Alcuni giovani iniziano a seguire l’attività con i disabili che si trasformerà nel 1990 in Cooperativa Sociale Nazareno.

L’attività di Scuola Alberghiera continua la sua attività.  Partecipa alla gestione di Casa Italia ai Giochi Olimpici Invernali in diverse sedi in tutto il mondo offrendo ai propri ragazzi la possibilità di fare esperienze lavorative irripetibili. Il CFP Nazareno, Scuola di Ristorazione, è attivo tutt'oggi.

La  Cooperativa Nazareno si è anch'essa sviluppata ed ha generato a sua volta diverse realtà, cercando di rispondere al bisogno delle persone che via via ha incontrato: Centri Diurni e Case per persone Disabili (Carpi), Casa Mantovani e Casa San Giacomo (Bologna) per accogliere persone con disturbo mentale; la Cooperativa Nazareno Work per creare occasioni di lavoro; la Cooperativa Arti e Mestieri per la commercializzazione dei prodotti artigianali realizzati negli Atelier ed altre iniziative culturali ed artistiche.

Don Ivo è stato un sacerdote fervido e instancabile, impulsivo e imprevedibile ma pieno della concretezza emiliana. Una vita dettata e guidata dal vangelo. Uomo di preghiera, ogni giorno con il rosario in mano, è stato un sacerdote contento della sua vocazione certo della sua fede e della vita eterna, perché certo della misericordia che il Signore ha usato con lui.

Ci ha lasciato il 25 Marzo 2016, Venerdì Santo e Festa dell’Annunciazione, raggiungendo la casa del Signore dove aveva sempre desiderato tornare.

 

 

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