I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.
Per maggiori informazioni o negare il consenso, LEGGERE QUI.
Ok
 
 
NEWS
Scuola bottega

Sabato 29 marzo, presso il Centro di Formazione professionale Nazareno, è stata raccontata l’esperienza vissuta da ottobre ad oggi da una cinquantina di ragazzi delle scuole medie del territorio che hanno partecipato a laboratori di agricoltura, giardinaggio, sartoria, meccanica e cucina. Lo strumento scelto per raccontare l’esperienza vissuta alle famiglie, ai docenti e ai dirigenti delle scuole di provenienza, è stato il docu-film “Con le mani e con la testa”, girato dal regista carpigiano Stefano Cattini.

Il progetto è stato finanziato dalla Regione Emilia Romagna attraverso il “Bando-sisma” e promosso dal Centro di Formazione Professionale Nazareno, da AECA e dalla Cooperativa Sociale Nazareno Work, in collaborazione con tutti gli istituti comprensivi e paritari del territorio, con Unione delle d’Argine e il contributo di Lapam Confartigianato, e segue la scia del progetto-pilota svoltosi lo scorso anno ma su scala più ridotta.

Un apporto insostituibile è venuto da numerose aziende e professionisti che si sono prestati a ospitare i laboratori e a svolgere il ruolo centrale dei “maestri di bottega”: l’Azienda Agricola Terrevive di Gargallo con Gianluca Bergianti, Gianfranco Tondelli per Tondelli Moto, Alfonso Paltrinieri che ha guidato la bottega del giardinaggio, Emanuela Ciroldi (sartoria) e infine Francesco Esposito e Glenda Cantori, maestri delle botteghe di cucina.

Tra gli obiettivi del progetto, il principale è quello di rimotivare ragazze e ragazzi che vivono situazioni di disagio personale, familiare o sociale e di disorientamento rispetto al percorso scolastico e formativo, valorizzando la cultura del fare e dell’apprendimento non formale. Non va sottovalutato, poi, il recupero del valore positivo della fatica (anche fisica), dimensione purtroppo accantonata dalla vita quotidiana dei ragazzi, ma di cui hanno estremamente bisogno, per esprimere e indirizzare positivamente l’energia di cui l’età dell’adolescenza rappresenta il picco, e per riscoprire che attraverso il pensiero, il lavoro e l’uso delle proprie mani si genera una trasformazione “buona” della realtà e delle cose, che produce frutti inaspettati. Infine merita di essere evidenziata la valutazione di competenze curricolari attraverso ambito di apprendimento non-formale, con la possibilità di costruire in rete modalità innovative di progettazione didattica anche per la scuola.

Condizioni essenziali perché sia possibile la buona riuscita di un progetto come quello delle botteghe, è che i talenti dei ragazzi vengano valorizzati da maestri di provata capacità professionale ed esperienza nel settore, e si faccia “sul serio”, con attrezzature e materie prime analoghi a quelli utilizzati in ambiente di lavoro.

I maestri di bottega sono stati affiancati dalla tutor del Nazareno per tutta la durata del progetto (quindici mattine per ogni bottega, da ottobre ad aprile) e che ha mantenuto costanti i contatti e gli scambi con le scuole di provenienza dei ragazzi, perché i loro docenti potessero avere un ritorno in tempo reale e lavorare a scuola sui riscontri avuti.I dirigenti scolastici presenti, che a loro volta hanno partecipato attivamente al progetto – per bocca di Attilio Desiderio (Carpi 2), Federico Giroldi (Carpi Nord) e Tiziano Mantovani (Carpi Centro e Carpi 3) – hanno rimarcato che l’uso delle mani, che non può essere slegato dalla “testa”, è una forma di apprendimento di pari dignità e indispensabile per avvicinare e far svolgere un percorso positivo a ragazzi che non sono in grado di rimanere seduti a un banco per cinque ore (pur avendo doti e capacità notevoli).

L’assessore Maria Cleofe Filippi ha sottolineato che si è trattato di un’esperienza notevole e di continuità verticale, e di sinergia tra scuola, coordinamento pedagogico territoriale, ente di formazione e aziende.

Al termine della presentazione, i maestri di bottega con i loro ragazzi hanno illustrato il proprio lavoro, che hanno cercato per quanto possibile di portare come saggio di quanto appreso e delle proprie capacità: una Vespa restaurata dai ragazzi di meccanica, aiuole fiorite curate dei ragazzi del verde, capi di abbigliamento disegnati e realizzati da quelli di sartoria, fino ai pani di grani antichi prodotti dal laboratorio di agricoltura, per concludere con un gradevole buffet offerto dagli allievi di cucina.

Luca Franchini, direttore del Centro di Formazione Professionale Nazareno, ha ricordato che oltre alla grandezza nell'elaborazione del pensiero, la nostra civiltà è cresciuta anche grazie ad una sapienza delle mani che è necessario riscoprire.

Powered by Endurance
Nazareno Copyright © 2018 - All Rights Reserved. - Informativa cookie